Le novità di digital marketing per prepararsi ai prossimi mesi

Le novità di digital marketing per prepararsi ai prossimi mesi

Il digital marketing è in continua evoluzione, con piattaforme pubblicitarie, strumenti di intelligenza artificiale e sistemi di gestione dei dati che introducono continuamente nuove funzionalità o annunciano novità rilevanti per i mesi a venire.
In questa evoluzione continua, può capitare di perdersi l’annuncio di qualche novità e proprio per questo, ogni tanto è importante provare a fare un punto dei principali cambiamenti degli strumenti che agenzie e aziende utilizzano tutti i giorni per le proprie strategie di marketing.
In particolare, gli scorsi mesi sono stati ricchi di annunci e aggiornamenti, soprattutto per Google Ads, e-commerce e advertising basato sull’intelligenza artificiale. 
Vediamo ad oggi quali sono le principali novità nel mondo del digital marketing effettivamente diventate realtà e come stanno cambiando le principali piattaforme.
Non tutte le novità richiedono un intervento immediato, ma conoscerle aiuta a capire i principali trend e quali aspetti della propria strategia digitale vale la pena rivedere. Partiamo!


Google Ads: addio alle Campagne Intelligenti

Google Ads non permette più di creare nuove Campagne Intelligenti (Smart Campaigns), mentre quelle già attive continueranno invece a funzionare.
La direzione indicata da Google è sempre più orientata verso strumenti di automazione avanzata, come Performance Max, affiancati da campagne Search e campagne dedicate alla generazione di lead.
Per le aziende che utilizzavano le Smart Campaigns come soluzione semplice per essere presenti su Google, è quindi arrivato il momento di ripensare la propria strategia. L’automazione continua a essere centrale, ma diventa ancora più importante avere tracciamenti corretti, dati affidabili e una struttura delle campagne coerente con gli obiettivi di business.


Google Ads e Smart Bidding: cambia la gestione del budget

Un altro aggiornamento riguarda le campagne che utilizzano strategie di offerta basate su CPA Target o ROAS Target.
Google ha modificato il comportamento dell'algoritmo quando una campagna è limitata dal budget, dando maggiore importanza alla continuità del rendimento anche in condizioni di budget ristretto.
Il risultato può essere diverso a seconda di come sono stati impostati i target: un obiettivo troppo permissivo può portare a esaurire rapidamente il budget, mentre un target troppo stringente può ridurre i volumi.
Per questo diventa ancora più importante verificare che ROAS, CPA e budget siano coerenti con gli obiettivi reali della campagna. L’algoritmo può fare molto, ma strategia, dati e monitoraggio restano fondamentali.


Google Merchant API: attenzione alla sincronizzazione del catalogo

Google ha sostituito la Content API for Shopping v2.1 con la nuova Merchant API v1.
Il cambiamento interessa soprattutto gli e-commerce che utilizzano integrazioni automatiche per sincronizzare prodotti, prezzi e disponibilità con Google Merchant Center. Un’integrazione non aggiornata può infatti causare problemi nella gestione del catalogo e, di conseguenza, nella pubblicazione degli annunci Shopping. Google ha avviato dal 1° settembre una fase di degradazione progressiva delle richieste alle vecchie API, mentre la dismissione completa è prevista per l’inizio del 2027.
La nuova architettura punta a rendere più efficienti gli aggiornamenti del catalogo, permettendo di intervenire anche su singoli dati senza dover necessariamente aggiornare l’intero catalogo. Per gli e-commerce, quindi, mantenere correttamente sincronizzati sito, catalogo e piattaforme pubblicitarie diventa sempre più importante.


Google Shopping: l’inventario locale entra nelle campagne

Dal 31 agosto 2026, gli Annunci di Inventario Locale (LIA) sono stati attivati di default nelle campagne Shopping.
Per le aziende che hanno sia un e-commerce sia negozi fisici o showroom, questo significa che Google può mostrare agli utenti vicini i prodotti disponibili presso i punti vendita, utilizzando il budget delle campagne Shopping.
È un’opportunità interessante per chi vuole integrare vendite online e offline, ma richiede attenzione nella gestione e nella misurazione delle campagne. Per sfruttarla al meglio è fondamentale che disponibilità dei prodotti e informazioni sui punti vendita siano correttamente sincronizzate.


Email marketing e privacy: le nuove regole sul tracciamento

L’email marketing entra in una fase di maggiore attenzione alla privacy.
Con il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile, il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato le prime linee guida sull’uso dei tracking pixel nelle email, cioè le piccole immagini invisibili che permettono di sapere se e quando un messaggio è stato aperto. Chi li utilizza ha tempo fino al 29 ottobre 2026 per adeguarsi.

In pratica, per i pixel usati nelle email commerciali e nelle newsletter servono un’informativa chiara e il consenso dell’utente, mentre il destinatario deve poter rifiutare il tracciamento senza dover annullare l’iscrizione. Le linee guida prevedono alcune deroghe, ad esempio per i pixel usati solo per statistiche aggregate e anonime, ma per le attività di marketing è prudente partire dal presupposto che il consenso sia necessario.
Il tema riguarda sia l’e-commerce, dove molte automazioni si basano sull’Open Rate per valutare il comportamento degli utenti, sia il B2B, dove CRM e strumenti commerciali monitorano aperture e interazioni con le email. Meglio quindi verificare per tempo come la piattaforma di invio gestisce i pixel, se i moduli di iscrizione raccolgono il consenso e se esiste un modo per revocarlo.

La direzione è quindi chiara: meno attenzione alle metriche isolate e maggiore valore ai dati di prima parte e alle conversioni reali, con sistemi di raccolta e gestione del consenso adeguati.


Meta Ads e WhatsApp: la conversione si avvicina alla conversazione

È stato annunciato da tempo, attraverso la documentazione per gli inserzionisti e le guide aggiornate per il Q4 2026, la volontà di Meta di puntare sempre di più sull’integrazione tra advertising, WhatsApp e conversazioni dirette con le aziende.
Tra le novità rientrano nuove modalità per portare gli utenti direttamente nelle conversazioni WhatsApp dagli annunci, possibilità di avviare chiamate e nuovi spazi pubblicitari all’interno dell’ecosistema WhatsApp.
La logica è interessante soprattutto per e-commerce con prodotti o servizi ad alto valore e per il B2B: ridurre la distanza tra l’annuncio e il contatto commerciale può rendere il percorso verso la conversione più rapido e naturale.


ChatGPT Ads è arrivato in Italia

Dal 24 agosto 2026, la pubblicità su ChatGPT è arrivata anche in Italia e in altri 30 mercati europei.
Gli annunci vengono mostrati quando risultano pertinenti rispetto alla conversazione e rimangono distinti dalle risposte generate da ChatGPT. In questa prima fase, la selezione degli annunci si basa principalmente sulla conversazione in corso e su segnali generici, senza utilizzare cronologia delle chat o memoria per la personalizzazione.
Per le aziende si apre così un nuovo possibile canale pubblicitario, basato su una logica diversa rispetto alla ricerca tradizionale: non soltanto parole chiave, ma intenzioni espresse attraverso una conversazione.
È ancora presto per capire quale sarà il reale impatto sulle performance, ma sarà sicuramente un canale da osservare e testare nei prossimi mesi.

Queste sono solo alcune delle principali novità che stanno cambiando le piattaforme di digital marketing e, di conseguenza, le strategie digitali per e-commerce e aziende B2B.
Una cosa è certa: è fondamentale rimanere al passo con questi aggiornamenti e non smettere mai di testare, testare e testare, per sviluppare nuove strategie di digital marketing efficaci e sempre aggiornate con le ultime novità!

 
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